Il web 3.0 è già qui?

Si trovano diversi esperimenti di successo in applicazioni di criptovalute ed NFT che costituiscono anticipazioni del web 3.0 come, ad esempio, la registrazione di domini NFT.

Oltre agli NFT, un altro esempio è rappresentato da Filecoin, tramite il quale è possibile per chiunque offrire e monetizzare lo spazio di archiviazione disponibile e collegato in rete tramite la blockchain.

Un altro esempio è rappresentato dalla partnership tra il browser Opera e Solana, finalizzata a semplificare l’uso della blockchain tramite strumenti conosciuti.

Altre applicazioni provengono dalla finanza decentralizzata (DEFI – decentralized finance) o addirittura da organizzazioni decentralizzate (DAO – decentralized autonomous organization).

Insomma, se per web3 si intendono applicazioni in specifici ambiti e in community “esclusive”, allora possiamo affermare che il cambiamento è avvenuto.

Se invece ragioniamo sulla massa possiamo affermare che ci troviamo nella fase che il web 1 percorreva nel 2009 (l’avvio della registrazione dei domini .it) quando pochi sapevano e facevano e molti erano allo scuro.

Limiti e le criticità di un web 3.0 basato sulla blockchain

In mezzo a tanti sostenitori, sponsor ed entusiasti, del web 3 si trovano molte voci critiche, scettiche, o che ne limitano portata e innovatività (come avvenne anche per il web 1 e noi ce lo ricordiamo 😊).

Elon Musk, ha definito il web 3.0 una buzzword del marketing, che indica qualcosa ancora non esistente e difficile da prevedere per il futuro. (però le sue auto potrebbero, in futuro, essere ricaricate e acquistate tramite BitCoint)

Altri, come Stephen Diehl, estendono la critica, includendo ragioni tecniche legate a problemi di computazione, trasmissione e archiviazione che renderebbero il web 3.0 del tutto impraticabile e non sostenibili (anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale e sociale) su larga scala.

Volendo adottare uno sguardo più di sistema, emergono criticità anche rispetto alla gestione delle interazioni: se anche un web totalmente decentralizzato fosse tecnicamente possibile, sarebbe per questo auspicabile? Chi controllerebbe cosa avviene su piattaforme? Un sogno utopistico e libertario che potrebbe tramutarsi in un incubo distopico.

Domande a cui è molto difficile dare risposte, ma su cui è giusto interrogarsi.

Detto questo però le stessa affermazioni venivano fatte anche per molte altre tecnologie che poi, con il tempo, sono diventate uso comune (social, videogame, lo stesso web ecc.)

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